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Si riparte dalle altezze, si riparte dal futuro 🌱

 Si riparte dalle altezze, si riparte dal futuro 🌱



A giugno, in quarta, i bambini si erano misurati sull'ultimo stipite della porta e avevano scritto una lettera al sé del futuro: era stato il nostro modo di salutarci guardando avanti.


A settembre, in quinta, siamo ripartiti proprio da lì.
Dopo la conversazione di accoglienza, in cui ognuno ha raccontato liberamente ciò che sentiva di condividere di questa estate, abbiamo preparato insieme la costellazione della classe V e la copertina del quaderno di matematica, tutta a tema "futuro".

È arrivato il momento che aspettavamo: recuperare le altezze misurate alla fine dello scorso anno, registrarle in tabella e scegliere l'unità di misura più conveniente per i calcoli. In questa prima fase abbiamo calcolato la media svolgendo tutte le addizioni e la divisione con il calcolo scritto, rispolverando le nostre capacità di calcolo in colonna e confrontandoci sulle diverse strategie possibili.

Poi ci siamo misurati di nuovo, oggi, per vedere quanto siamo cresciuti o per individuare gli errori di misurazione che erano stati commessi a giugno, e questa volta abbiamo usato la calcolatrice per velocizzare i calcoli. Da qui è nata una riflessione spontanea sulla funzione degli strumenti che ci supportano nel calcolo, fino ad arrivare a parlare del ruolo che l'intelligenza artificiale ha, oggi, nelle nostre vite.
Un modo diverso per iniziare l'anno: non da zero, ma da dove ci eravamo lasciati, con uno sguardo che unisce numeri, crescita e futuro.

Continuità tra un anno e l'altro, il rientro non parte da zero, i dati di giugno diventano il materiale di lavoro di settembre.
Si lavora su dati autentici, la media non è un esercizio sul libro, ma nasce da misure che i bambini hanno preso su se stessi.
Decidere quale unità è più conveniente è già un ragionamento matematico.
Il secondo confronto permette di riconoscere gli errori di misurazione, non solo di sommare i centimetri di crescita e di trattare l'errore come risorsa.
Prima il calcolo scritto, poi la calcolatrice: la sequenza è intenzionale e apre alla riflessione sul senso di ciò che ci aiuta a calcolare, intelligenza artificiale compresa.
Accoglienza, costellazione della classe e lettera al sé futuro tengono insieme numeri e appartenenza.

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