Geometria: arrivare alle formule in modo ragionato
Finalmente, dopo un lungo percorso dedicato ai prerequisiti per imparare a riconoscere basi, tracciare correttamente altezze, riconoscere diagonali, le classi sono pronte per esplorare le misure di superficie e le formule della geometria piana.
Il perimetro? Per scelta, non lo sovraccarico di spiegazioni: è un concetto che i bambini afferrano naturalmente, senza bisogno di memorizzare formule. Anzi, troppa struttura rischia solo di confonderli.
Dove investo davvero tempo ed energie è sulle aree: lavoriamo insieme alla scoperta delle formule attraverso la manipolazione diretta delle forme. Carta, forbici, colla... ritagliamo, scomponiamo, ricomponiamo. Le formule nascono dalle loro mani.
Prerequisiti necessari i concetti di concetti di perpendicolarità , congruenza, equiestensione, misura, riconoscimento degli elementi di un poligono e conoscenza della relativa nomenclatura (lati, basi, altezze, diagonali)
Come ho proceduto
Questo ha fatto nascere la necessità di ricorrere alle unità di misure convenzionali ed in particolare a scoprire le misure di superficie.
Per comprenderle è stato necessario costruire il nostro campione, il metro quadrato, individuando nel decimetro quadrato la nostra unità di riferimento. Abbiamo scoperto quanti decimetri quadrati ci sarebbero serviti per formare un metro quadrato, riconoscendo nello schema uno schieramento e lo stesso ragionamento lo abbiamo applicato a multipli e sottomultipli.
Il riconoscimento dello schieramento si è ripresentato quando è stato necessario scoprire come si poteva calcolare l'area di un rettangolo che avevamo preso in considerazione. Rettangolo e quadrato non sono altro che schieramenti di una moltiplicazione.
Non è stato difficile per i bambini individuare lo schieramento e da lì arrivare a scoprire che per calcolare l’area di un rettangolo basta moltiplicare fra loro le sue dimensioni.
I bambini hanno quindi suggerito di dividere in due parti l'area del rettangolo per scoprire l'area di ogni triangolo.
Ne abbiamo ricavato la formula generale, prima verificata con altri modelli per tutti i triangoli
A= (b x h) : 2
Ho chiesto quindi come potevamo questa volta ragionare per poter calcolare l'area di quel rombo.
Abbiamo tagliato i triangoli al di fuori del nostro rombo che sovrapposti al rombo inscritto sono risultati ricoprirlo tutto perfettamente, dunque formare un secondo rombo congruente al primo.
E di nuovo passare dalla scoperta ad una formula generale ai bambini è sembrato facile.
Questa volta però abbiamo fatto riferimento alla nomenclatura relativa al rombo e richiamato alla mente una scoperta precedente, ossia che le diagonali maggiore e minore del rombo sono congruenti alla base ed all'altezza del rettangolo di partenza.
Dunque invece di riferirci nella formula a base e altezza del rettangolo, dovevamo riferirci a diagonale maggiore e minore del rombo.
A= (D x d) : 2
Dunque la formula sarà la medesima:
A = b x h
Affiancando due trapezi uguali formiamo un nuovo parallelogramma romboide, figura di cui conosciamo ormai la formula per calcolare la superficie. Dunque sarà sufficiente calcolare l'area del parallelogramma romboide e poi dividerla per due.
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