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Matematica strumentale e relazionale

 Matematica strumentale e relazionale



La distinzione tra matematica strumentale e relazionale è un concetto fondamentale nella didattica, introdotto dallo psicologo e matematico Richard Skemp nel 1976, che definisce due modi profondamente diversi di intendere, insegnare e apprendere la disciplina.
  • Matematica strumentale ("Regole senza ragioni") si concentra sull'apprendimento di formule, algoritmi e procedure per ottenere risultati rapidi. È un approccio mnemonico: "sapere come" fare, senza comprendere il "perché".
  • Matematica relazionale ("Sapere il perché") mira a comprendere le connessioni tra i vari concetti, i processi che li generano e il senso delle azioni matematiche. È un approccio concettuale: "sapere come" e "perché".


Secondo Skemp tale approccio è quello che riflette l’idea di matematica che hanno i matematici stessi che pone l’attenzione sui processi quali congetturare, dimostrare, definire, rappresentare. Questi processi sono messi in moto dai problemi che il matematico esperto si pone e affronta e che sono il cuore di questa disciplina (Di Martino & Zan, 2019).


Confronto


Caratteristica

Matematica strumentale

Matematica relazionale

Focus

Formule, algoritmi, regole

Concetti, connessioni, senso

Obiettivo

Risultati rapidi, esercizi svolti

Comprensione profonda, problem solving

Apprendimento

Memoria, ripetizione

Ragionamento, argomentazione

Flessibilità

Bassa (difficile in contesti nuovi)

Alta (adattabile a nuovi compiti)

Atteggiamento

Può causare ansia e basso gradimento

Maggiore piacere e autoefficacia



Sebbene l'approccio strumentale dia una sicurezza immediata e sia spesso preferito perché "fa meno paura", l'approccio relazionale è considerato più efficace.

Gli studenti che comprendono le relazioni tra concetti le ricordano più a lungo e le applicano meglio.

Permette di adattare le conoscenze a problemi nuovi e complessi, non solo agli esercizi visti in classe.

Valorizza attività come congetturare, dimostrare e definire, centrali nel pensiero matematico.

Ricordiamo che promuovere una visione relazionale della matematica non è in contraddizione con l'insegnamento di algoritmi, purché sia data sempre agli studenti la possibilità di esplorare e capire "i perché" dietro a passaggi apparentemente oscuri.

In sintesi, la sfida didattica consiste nel non eliminare gli algoritmi (strumentale), ma insegnarli all'interno di un contesto relazionale, dove gli studenti capiscono il senso delle procedure.

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